Salus Oris
dott.ssa CAPRARO Roberta : Zucchero, dolcificazione e dolcificazione artificiale
Uno dei trend sociali attualmente in maggior crescita nella cultura occidentale è, finalmente, di poter controllare l'impiego della dolcificazione e di regolare l'impiego dello zucchero in quanto tale.

Conoscere se ciò che si mangia è davvero "sugar - free" o se è stato addizionato di maltitolo, di concentrati di frutta (che sembrano naturali ma sono comunque una dolcificazione a base di fruttosio concentrato) o di altro ancora sta diventando un diritto cui sempre più vaste aree di consumatori non vogliono rinunciare.

Negli ultimi anni si è capito che lo zucchero crea dipendenza , che può sviluppare infiammazione e diventare causa della cascata di disturbi che ne dipendono, e si è arrivati a capire che non è neppurelo zucchero in sè a determinare questo danno, ma che basta il gusto dolce, anche dovuto a dolcificanti ipocalorici. a provocare questa sequenza di eventi.

Le persone più a rischio sono i depressi, i diabetici, gli obesi, chi ha una  familiarità diabetica, un elevato livello di infiammazione da cibo, chi consuma abitualmente una quantità eccessiva di carboidrati rispetto alle proteine e chi ha un stile alimentare caotico e disordinato, che possono vedere la ricerca di un sollievo alla malinconia attraverso un maggiore consumo di dolci, per trovarsi a riscoprire che propio il consumo di dolci induce e sostituisce questa stessa malinconia.

In definitiva, mentre l'uso occasionale di un dolce complesso, buono e gustoso, sopratutto in vicinanza di un pasto completo, non ha caratteristiche di pericolo, la ripetuta dolcificazione inutile, la puntatina di zucchero nel caffè o il dolcificante a zerocalorie messo nel tè, rappresentano un segnale grave di alterazione del metabolismo ripetuto nel tempo. 

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