Salus Oris
I rischi e le controindicazioni dei piercing orali
Tra i piu' frequenti incovenienti in cui puo' incorrere chi si affida a un piercer non professionale, ci sono le infezioni.
La ferita, la gran quantita' di batteri presenti nella cavita' orale e l'introduzione di ulteriori microorganismi durante l'intervento rendono il rischio di unfezioni molto elevato. Strettamente connessa alle infezioni locali, c'e' la possibilita' di trasmissione di diversi tipi di patologie; una mancata o impropia sterilizzazione degli strumenti utilizzati puo' causare infezioni da parte dei virusdell'herpes simplex, dell'HIV o delle epatiti B e C.

Inoltre, la ferita puo' aprire ai microorganismi patogeni la strada maestra del flusso sanguigno e portare fino al cuore. L'endocardite infettiva e' una malattia causata dall'infezione microbica del rivestimento endoteliale del cuore. La lesione caratteristica e' la vegetazione, una lesione che deriva dalla deposizione di piastrine e fibrina sula superficie  endoteliale del cuore: generalmente si sviluppa su una valvola cardiaca, ma talvolta compare su altre parti dell'endocardio. Altra conseguenza documentata e' l'angina di Ludwing, che e' localizzata nello spazio sottomandibolare, ma si estende rapidamente ai tessuti molli del collo e alla regione laringea, con pericolo di soffocamento per edema della glottide e che richiede un intervento tempestivo.

Ulteriori complicazioni comunemente associate ai piercing orali sono i danni ai  nervi. Ne sono spia: intorpidimenti, deterioramento della sensibilita' e problemi di mobilita' se la sede del piercing e' la lingua. Quando la perforazione coinvolge i vasi sanguigni, possono verificarsi prolungati sanguinamenti.
in casi gravi, il gonfiore della lingua crea difficolta' di respirazione fino a chiudere le vie respiratorie. In tempi piu' lunghi, i piercing orali aumentano il rischio di danni alle gengive. La letteratura documenta ferite tissutali, ma anche retrazioni gengivali, che lasciano la radice del dente maggiormente esposta alle carie e alle malattie parodontali. In questo caso, anche il danno estetico compensa ampiamente l'opinabile abbellimento che alcuni attribuiscono al piercing.
Seppur meno fragili delle gengive, anche i denti possono essere daneggiati: il contatto con il metallo puo' condurre fratture, in particolare quando il dente ha subito riparazioni. Alcuni studiosi hanno riportato percentuali di denti scheggiati fino al 47% tra i soggetti che portano la classica barretta metallica alla lingua per almeno quattro anni.

Un recente studio condotto su circa 200 giovani francesi ha mostrato che i danni tissutali variano considerevolmente in funzione del materiale di cui e' composto l'ornamento inserito nella cavita' orale. Titanio, acciaio chirurgico e Teflon sono stati associati a recessione gengivale rispettivamente nel 52,9%, 23,5% e 9% dei casi, mentre ci sono avuti danni ai tessuti duri dei denti nel 37,5%, 42,9% e 14,3%.

I piercing si associano spesso a difficolta' nelle piu' normali funzionalita' orali: masticare, inghiottire alimenti solidi e persino parlare in modo chiaro. Una delle ragioni sta nell'eccessiva secrezione della saliva indotta dall'oggetto estraneo presente nel cavo orale. Anche il senso del gusto ne puo' essere alterato. C'e' poi il non trascurabile capitolo delle reazioni allergiche al  metallo: le dermatiti da contatto sono un effetto avverso che si manifesta come una reazione di ipersensibilita' e determina rossori e prurito.

L'utilizzo di leghe contenenti nichel determina la maggior parte dei problemi allergici. Infine, ad alcuni soggetti e' capitato di inghiottire alcuni elementi del piercing dopo che le palline di  metallo si sono svitate dalle barretta e hanno riportato lesioni al tratto digestivo. Abbiamo dunque a che fare con un tipo di gioielli molto pericoloso.
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